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«Che cosa dunque significa: modo del sapere? Che cosa, se non che tu sappia con quale ordine, con quale studio e con quale fine è necessario conoscere le cose? Con quale ordine: per prima ciò che più rapidamente conduce alla salvezza; con quale studio: per più ardentemente ciò che con maggiore forza conduce all’amore; con quale fine: non per una gloria vana, per curiosità o qualcosa di simile, ma unicamente per la tua o del prossimo edificazione.

Ci sono, infatti, alcuni che vogliono sapere solo per il gusto di sapere: e ciò è turpe curiosità. Ancora, ci sono alcuni che vogliono sapere per apparire sapienti: e ciò è turpe vanità … E ci sono anche alcuni che vogliono sapere per vendere la propria scienza, per esempio a motivo di denaro o di onori: e ciò è turpe profitto. Ma ci sono anche quelli che desiderano sapere per edificare: ed è carità. Come vi sono coloro che desiderano sapere per essere edificati: ed è prudenza»

(Super Canticorum, 36, III in San. Bern. Op., II, pp. 5-6)