‘Silence’ un titolo che già anticipa il contenuto del nuovo film di Martin Scorsese, tratto dal romanzo ‘Chinmoku’ (Silenzio), scritto nel 1966 dell’ autore giapponese Shūsaku Endō. Il romanzo è ambientato nel Giappone del XVII secolo, epoca in cui lo Shogun era l’autorità politica più importante e gestiva il territorio attraverso i daimyō, una sorta di governatori locali. La società era fortemente gerarchizzata, i gruppi si distinguevano fra samurai, nella posizione più alta della scala gerarchica, poi contadini, artigiani e mercanti.
Nel 1614 fu vietata la professione della fede cattolica con un decreto di espulsione di tutti i missionari dal Giappone. Dal 1638 fu attuata una politica di isolamento totale, unica religione ammessa fu il buddhismo. Questo a seguito della rivolta di Shimabara, scoppiata nel 1637, che vide i cristiani giapponesi, per la maggior parte appartenenti alla classe contadina, ribellarsi allo shogun, il quale aveva attuato forti repressioni religiose nei confronti dei cristiani. La rivolta si concluse nel sangue dopo un lungo assedio contro i ribelli nel castello di Hara, dove i ribelli asserragliati furono definitivamente sconfitti. La persecuzione anticristiana si fece ancora più aspra sino al 1850, anno in cui ebbe termine.scorsese
Ma veniamo al film, la trama prende le mosse dal colloquio di tre padri gesuiti, esterrefatti dalla notizia giunta loro dell’apostasia del padre gesuita Cristóvão Ferreira, che in precedenza era stato padre spirituale di due dei tre gesuiti, Sebastião Rodrigues e Francisco Garrpe che sono increduli di tale notizia. Decidono quindi di andare a cercare padre Ferreira per verificare la situazione.
Non abbiamo intenzione di svelare l’intera trama del film, in questa nostra riflessione ci basterà dire l’essenziale, ovvero quali temi, a (altro…)