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«Credete allora (e questa parola compendia tutte le altre) allo spirito tra voi. Siete offerti l’uno all’altro come uno spazio indefinito di comprensione, di arricchimento, di sensibilizzazione reciproca. Dunque v’incontrerete soprattutto in una penetrazione e in uno scambio costante di pensieri, affetti, sogni, preghiera. Come ben sapete, solo lì, nello spirito perseguito attraverso la carne, non esistono né sazietà né delusioni né limiti. E, per il vostro amore, solo lì troverete l’aria aperta, il grande sbocco[1]

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E’ con queste parole di Teilhard de Chardin  che voglio qui presentare un libro Il Cuore Comune, che mi ha colpito per l’originalità dell’angolazione con cui affronta un tema, il matrimonio, quale origine della famiglia, con cui l’autore cerca di dare risposte che «vanno nella direzione di svelare nuovamente, con ciò recuperandola, la capacità che la famiglia ed il matrimonio hanno di rendere felice l’uomo»[2].

Ecco un’ anteprima-del-libro-il-cuore-comune  che è presente sul sito delle Edizioni Studio Domenicano qui: http://www.edizionistudiodomenicano.it/Libro.php?id=901

Buona lettura

 

[1] Pierre Teilhard de Chardin, In occasione del Matrimonio di Odette Bacot e di Jean Teilhard d’Eyry, 14 Giugno 1928 presente in: Pierre Teilhard de Chardin, SULLA FELICITA’, Queriniana, Brescia, 20045, p.55

[2] Cosimo Luigi Russo, IL CUORE COMUNE – Omaggio alla vita matrimoniale, ESD, Bologna, 2012, p.11

 


Elia ! Elia ! L’hanno trovata, era lì dove dicevi, avevi ragione tu, avevi ragione tu ! Esordì entrando il mio fidato amico Paolo, che aveva seguito ogni attimo degli scavi sottomarini intrapresi per quella ricerca che era divenuta sempre più una sfida col passato. Mi affrettai verso la porta ed andai immediatamente nella sala operativa, dove, la mia attenzione ricadde immediatamente sul grande schermo centrale; in primo piano una struttura muraria che sembrava far parte di un modesto edificio di una decina di piani, completamente ricoperto di fori di diverse grandezze, sicuramente dovuti ad una intensa azione bellica. Era tutto vero, le cronache del tempo avevano riportato fedelmente l’orrore di quei giorni. Ma come poteva essere, come l’uomo poteva essere stato così malvagio con sé stesso. Non riuscivo a capire come in così pochi anni ci fosse stata una differenza tanto enorme di animo nell’ essere umano. Erano passati solo pochi anni da quel momento in cui, quell’immane inondazione aveva reso quelle zone solo una serie interminabile di laghi, grandi e piccoli. Certo, quell’errore di calcolo (altro…)