journal

 

Les hommes, aujourd’hui encore, sont semblables à des  naufragés qui essaient de se joindre entre eux. Ils se tendent les bras, mais des vagues brutales les heurtent et les brisent les uns contre les autres. L’Avenir céleste et humain est dans l’association harmonieuse des individus par l’amour. Seulement il faut que s’aplanisse la mer qui les porte, que s’unifient les civilisations diverses qui entraînent dans des évolutions diverses les d’hommes et les jettent les uns sur les autres. La guerre est le heurt entre des d’hommes … Qu’est-ce qui fait ou apaisera les vagues ?…[1]

profughi

TRADUZIONE :

Gli uomini, oggi ancora, sono simili ai naufraghi che provano ad unirsi tra loro. Si tendono le braccia, ma delle onde brutali li urtano e li sbattono uni contro gli altri. L’avvenire celeste ed umano è nell’associazione armoniosa degli individui attraverso l’amore. Solamente occorre che si calmasse il mare che li porta, che si unifichino le civiltà diverse che trascinano nelle evoluzioni diverse gli uomini e li gettano gli uni sugli altri. La guerra è l’urto tra gli uomini… Che cosa la produrrà o acquieterà le onde?…

[1] Pierre Teilhard de Chardin, Journal – 24 aout 1915/4 janvier 1919, Fayard, Paris 1975, p.127-128


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Abbiamo ritenuto giusto intitolare questo articolo con i versi che Dante Alighieri utilizza per terminare nel XXXIII canto l’avventura descritta nella sua Divina Commedia proprio per l’affinità che vediamo esserci nell’enunciato che il sommo poeta riporta e l’idea che Teilhard esprime quando descrive l’Energia essenziale del Mondo.

Egli ritiene che se immaginiamo, ad un certo momento dell’evoluzione, l’uomo assumere la consapevolezza che esista un centro di convergenza universale a lui legato da relazioni personali, ciò totalizzerebbe la sua azione:

 

«totalizzazione dell’individuo rispetto a se stesso; totalizzazione, infine, degli individui nella collettività umana.»

 

Infatti l’azione non soggetta a tale consapevolezza la ritiene un’azione parziale, un’azione monca di alcune facoltà che l’evoluzione sta portando all’essere. Viceversa la consapevolezza di quello che abbiamo visto in precedenza chiamato punto Omega porterebbe a scaldare   il senso delle azioni, anche delle più umili che verrebbero riconosciute orientate verso la convergenza in Omega. Apparentemente nulla è cambiato, ma in realtà l’azione è divenuta parte di una comunione di azioni. Proprio l’aspetto personalista del Mondo convergente in Omega porta l’azione a riscaldarsi in quella forma di adesione totale che Teilhard chiama Amore. Quindi il movimento diviene trasparente al fine stesso e questa trasparenza lo rende comune ed universale, lo sintetizza. E così viene a cambiare il significato dell’azione:

 

«Nel corso superficiale delle nostre esistenze, vedere o pensare, capire o amare, dare o ricevere, crescere o diminuire, vivere o morire, sono cose diverse. Ma cosa diventeranno tutte queste contrapposizioni non appena, in Omega, la loro diversità si rivelerà (altro…)