Questa che presentiamo qui è una nota presente su uno dei diari che Pierre Teilhard de Chardin aveva l’abitudine di compilare quasi quotidianamente, nei quali riversava le sue idee sia per i progetti che sarebbero diventati successivamente i suoi scritti, ma anche il suo sentire quotidiano, le sue impressioni i suoi stati d’animo. Vi sono omessi i riferimenti ai nomi di persona, lasciati come semplici sigle. Bisogna ricordare che in questo periodo siamo in piena I Guerra Mondiale, la Francia è già impegnata e Pierre Teilhard de Chardin è caporale barelliere del 4° fucilieri misti zuavi, I compagnia, avendo rifiutato il posto privilegiato da ufficiale come cappellano militare. Ecco il testo:

journal

22 marzo

Ieri mi sono sentito alle prese con una complessità di sentimenti diversi che, in senso diverso, tendevano a rattristarmi: la malattia indubbiamente incurabile della zia E., la notizia che P.P.B., N. erano a Verdun, – che F. era un combattente, esponente del servizio postale militare, che era impegnato in lavori avviati per raggruppare i soldati, etc., – Dolore di fronte a una tristezza familiare che ha messo fine al declino di un passato così gioioso, gelosia quando mi sono reso conto di appartenere alla categoria delle persone meno interessanti, rimpianto irritato per il poco apostolato che avevo potuto esercitare e avversione disgustata per il ministero degli altri, … questi sono stati i principali sentimenti che ho potuto vedere nel profondo della mia anima. – E ora tutti questi venti di depressione e tempeste si sono sciolti in un grande slancio nell’amore per la Volontà di Dio che ci avvolge e ci porta via: a volte per l’implacabile evoluzione dei mali naturali, a volte per le delusioni del destino, a volte per le inferiorità della nostra natura…

Quando la pace sarà tornata, sarà ancora possibile mantenere la pienezza della guerra e la sua serenità di fronte a piccoli interessi individuali, purché si mantenga la visione dell’opera dell’evoluzione organica e della lotta per lo sviluppo totale che si impone senza sforzo alla vita in trincea.
Nello studio introspettivo… fare una gran parte del lavoro e dei germi della disorganizzazione in noi.
Dire che il mio studio non è una discussione, un’apologia: ma una dichiarazione di punti di vista, dove solo uno sarà condannato: il ritorno agli strati bassi … [41]
Un titolo: «La Santa Evoluzione». (o Evoluzione, il Sacro Progresso).

(Ns. traduzione da: Pierre Teilhard de Chardin, Journal 26 août 1915 – 4 janvier 1919, Librairie Artthème Fayard, 1975, p.66)