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Augustine_Lateran

Agostino d’Ippona, (354-430) La città di Dio, xiv, 28; xv, 1.4; xviii, 49. Da M. Simonetti, Letteratura cristiana antica, iii, pagg. 473ss.

La pagina di teologia della storia secondo Agostino: un’interpretazione che probabilmente sentiamo molto lontana dal nostro gusto moderno, ma sulla quale si fondò un intero mondo, quello medievale, con la distinzione tra “gloria umana” e “gloria celeste”. Ma siamo davvero sicuri di non avere  più bisogno  di questa, forse elementare, ma certamente chiara visione?

Due amori dunque diedero origine a due città, alla terrena l’amor di sé fino all’indifferenza per Iddio, alla celeste l’amore a Dio fino all’indifferenza per sé. Inoltre quella si gloria in sé, questa nel Signore. Quella infatti esige la gloria dagli uomini, per questa la più grande gloria è Dio testimone della coscienza. Quella leva in alto la testa nella sua gloria, questa dice a Dio: Tu sei la mia gloria…

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