“Il Mondo (il valore,l’infallibilità e la bontà del Mondo), ecco in ultima analisi, la prima, l’ultima e l’unica cosa in cui io creda. Ed è a questa fede, io lo sento, all’ora della morte, oltre tutti i dubbi, io m’abbandonerò.” Queste parole, che Teilhatd ha pagato a duro prezzo, se mantenute nel loro reale contesto in cui furono scritte (Comment je crois, 1934) credo possano essere un degno commento a queste interessanti riflessioni…

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Pierre Teilhard de Chardin

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(1881-1955) Cristologia ed evoluzione

Ci si è parlato anche troppo di agnelli e io vedrei volentieri rivenir fuori dei leoni. “Troppa dolcezza e troppa poca forza”. Con questa espressione immaginosa mi pare di compendiare le mie impressioni e la mia tesi, quando si vuole esaminare il problema di tradurre la dottrina evangelica in modo idoneo perché sia intesa dal mondo moderno.

E’ un problema vitale. La maggior parte del nostri contemporanei non ha una percezione precisa di cosa significhino il mistero dell’Incarnazione e quello della Redenzione, mentre tutti reagiscono vivacemente di fronte all’armonia o allo scompenso spirituale che quei misteri provocano sul terreno della morale e della mistica. Siamo soliti noi cristiani a illuderci che, se tanti pagani restano lontani dalla fede, ciò si deve al fatto che predichiamo un ideale troppo perfetto e troppo difficile. E’ questa proprio un’illusione. […]

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