animazione corpo umano

«Riguardo al momento dell’ “animazione” del corpo umano, i Teologi attuali tendono ad ammettere che abbia luogo contemporaneamente al momento della fecondazione, – fatto che non impedisce al Canonico de Dorlodot di ritenere questa opinione uno dei più grossolani errori del pensiero attuale (vedere, da qualche parte, in «Darwinisme et Catholicisme », una nota a piè pagina al riguardo). – Personalmente, non ho idee in merito, – ma ho l’impressione che ci troviamo di fronte ad un problema mal impostato, legato ad una concezione troppo brutale dell’anima (considerata come acqua versata in un vaso, il corpo). – Certo, esiste, nello sviluppo ontogenetico dell’uomo, un punto critico (analogo al punto critico fìlogenetico) che corrisponde allo stabilirsi di uno stato psichico speciale e, in tal senso, l’anima appare tra due tempi «cronometrabili ». Ma, di fronte all’osservatore, zoologo o psicologo, questo punto critico non appare che al termine di un processo organico che, attraverso i progenitori, va a perdersi nelle origini della vita. – In un certo senso, direi che ogni anima è « in via di creazione» da sempre, – ma che essa non assume la forma di centro definitivo che ad un istante x (o durante un periodo x) da situare nel corso dei primi mesi dopo il concepimento, – rimanendo ben chiaro che una volta assunta la forma di centro autonomo, la particella di Biosfera che è l’anima continua a formarsi, « ad essere creata », fino al compimento della Vita totale (in qualcheDio) di modo che ogni anima ha una storia coestensiva al mondo. – Ma, anche esprimendomi così, ho la vaga impressione (a proposito,di questo tempo x) di trovarmi ancora di fronte a un problema impostato male, cioè di confondere certi piani di pensiero o di realtà.»

 

(Lettera di Teilhard del 19 Febbraio 1925 in P. Teilhard de Chardin, Lettere a un amico scienziato, Gribaudi Editore, Torino 1969, pp. 64-65)

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