già pubblicato: Introduzione

 

LE ORIGINI DEGLI DEI

Sumer terra predestinata

 

Per una corretta analisi della società e della religione di quel popolo della Mesopotamia noto col nome di Sumer dobbiamo dividere il paese del quale intendiamo parlare in due distinte regioni, quella settentrionale e quella meridionale, a causa delle diverse migrazioni cui appartennero gli abitanti della Mesopotamia. Infatti, quelli che si stanziarono a settentrione provennero quasi certamente dalle zone caucasiche, mentre di più difficile identificazione risulta la provenienza del popolo che si chiamò di Sumer, e che amava definirsi ‘delle teste nere’, che stanziatosi a sud sulle immediate vicinanze dell’allora Golfo Persico, fu predominante per cultura in tutto il territorio.

Ci sono state diverse ipotesi sulla provenienza del popolo sumerico, fra loro la più accreditata risulta essere quella che li vede giungere dal mare, molto probabilmente dalla più orientale valle dell’Indo.

Ipotesi, quest’ultima che seppur molto probabile per le affinità che legano le due popolazioni, incontra qualche difficoltà in alcune macroscopiche diversità non conciliabili con l’ipotesi stessa.

Sappiamo solo che sicuramente le popolazioni provenienti dal mareEnki incominciarono una progressiva e lenta colonizzazione delle zone sempre più a nord del territorio, e quindi inevitabilmente finirono per arrivare al limite delle terre occupate da quelle popolazioni che provenienti dal nord, dalla zona caucasica, stavano progredendo contrariamente a loro verso sud.

Lo scontro dovette essere inevitabile e sicuramente non molto pacifico, ma la predominanza culturale sumera sicuramente servì ad amalgamare le due etnie, fino a fondersi in un’unica popolazione che prese sicuramente come dominante culturale quella sumera, ma l’organizzazione militare, economica fu quella delle popolazioni del nord della Mesopotamia, molto più forti e forse anche più numerosi.

E’ così che vediamo sulla scena comparire oltre ai Sumeri, che come abbiamo detto erano del sud, popolazioni come gli Accadi che provenivano sicuramente da altre zone e si stanziarono al centro – nord della Mesopotamia, o gli Assiri, anch’ essi del centro-nord. In ogni caso inizialmente vi fu un’alternarsi di gruppi che in virtù della loro superiorità militare riuscivano di volta in volta a predominare sulle genti circostanti.

Questa situazione si spinse fino al Neolitico alla fine del quale secondo alcuni ricercatori incominciò la supremazia di alcuni villaggi, infatti è proprio questo il periodo chiamato Predinastico che incomincia con l’epoca di Eridu prima, Obeid dopo, e Uruk infine con la quale ha inizio il periodo eroico sumero-accadico, periodo al quale si riferiscono i principali miti sumeri prima, assiro babi1onesi poi. (siamo nel 3000 a.C.)

Si colloca quindi ora un periodo intermedio chiamato Protodinastico I al quale i ricercatori attribuiscono l’invenzione della scrittura ed è quindi da ora che incominciano le prime testimonianze scritte che ci hanno permesso di risalire al successivo periodo il Protodinastico II (2850 -2500).

Di questo periodo sappiamo i nomi dei primi re che spesso sono anche eroi sumeri, citati dalla stessa mitologia, famoso fra loro è Gilgamesh terzo re di Uruk (la mitica Erek della Bibbia) . Seguiranno quindi, per completare una breve cronologia del mondo sumero-babi1onese, il periodo Protodinastico III e quindi diverse dinastie che cambieranno spesso le città aventi maggior supremazia fino a giungere alla I dinastia di Babilonia che inizia sulle ceneri della III dinastia di Ur, periodo al quale possiamo far risalire l’epoca del patriarca Abramo.

Vista quindi la storia crono1ogica mesopotamica, risulta utile per la nostra ricerca fare un breve sunto della cultura religiosa di questi popoli che si sono succeduti alla guida del paese. Per far ciò ci basterà parlare della sola religione e mitologia assiro-babi1onese che rispecchia fedelmente quella precedente sumera come dimostra il rinvenimento di numerose tavolette di argilla in caratteri cuneiformi assiri con epopee e racconti religiosi di cui sono stati rinvenuti originali sumeri, nonché il frequente ritrovamento di tavole comparative della lingua sumera con quella assira .Tutto questo ci è assicurato anche dal fatto che nel periodo assiro-babilonese il sumero restava la lingua rituale per le cerimonie.

Sappiamo dal poema Enuma elish la concezione della creazione universale del mondo sumero. Infatti sembra che secondo quanto raccontato in esso il mondo primordiale era costituito da Apsu, che possiamo identificare con l’insieme delle acque dolci soprattutto sotterranee, e Tiamat cioè l’insieme delle acque salate. Dalla loro unione nacquero i principali dei sumeri, di cui abbiamo traccia in una lista divina composta attorno al 2600 a.C. a Shuruppak e che elenca le principali divinità partendo dal dio An,quindi Enlil, Inanna, Enki, Nanna e Samas.[1] 

Incominciamo a affermare che le diverse divinità, grazie ai loro attributi e alle loro funzioni si differenziano in vari gruppi, primo fra i quali è sicuramente quello rappresentato dalla triade cosmica An, Enlil, Enki. An risulta essere il principale degli dei sumeri, il suo nome infatti ha significato di cielo o alto, significati comunque molto discussi tuttora.[2]

Nonostante la sua presunta importanza esso è poco attivo nel mondo religioso e cede spesso la sua supremazia al dio Enlil. Nonostante ciò resta però venerato in alcune città fra le quali ci è nota Uruk nella quale era venerato assieme a sua figlia Inanna e alla dea Nanna nel famoso tempio Eanna, ovvero ‘la casa del cielo’.

AbstractaCuriosità della cultura, cultura della curiosità

Secondo della lista, ma come già accennato, primo in ordine di importanza era Enlil il cui nome significa ‘signore del vento impetuoso’ ed il quale, per motivi che ancora ci sfuggono fu sempre il più potente e pi venerato degli dei. Il santuario principale di questo dio aveva sede a Nippur ed era chiamato Ekur, ovvero ‘casa della montagna’ ; un altro importante santuario a lui dedicato era a Lagash il cui tempio era chiamato Eadda, che significa ‘casa del padre’.

Il terzo dio era Enki, dio della acqua, delle arti e della sapienza. Il suo nome significa ‘signore della terra’ oppure ‘signore del territorio’. Esso e’ il signore dell’ Abzu’ ovvero dell’abisso. Questo attributo deriva dal fatto che nei santuari dedicati a questo dio, vi erano delle vasche sacre, simili in tutto a quelle attualmente in uso presso alcuni santuari islamici, l’acqua di queste vasche serviva per le cerimonie e le stesse vasche erano formate da profondissimi pozzi, che si dicevano collegati con le acque sotterranee dell’ Abzu (come ha dimostrato un’equipe dell’ Iraq Museum che ne ha rinvenuto le fondamenta nel santuario di Eridu).

Proprio il suo stretto legame con l’acqua, agente purificatore per eccellenza, ne fa il dio esorcizzatore per eccellenza. Enki era detto signore delle creature, colui che con le sue mani ha fatto l’uomo, nonché da lui proviene l’istituzione della regalità. Il principale santuario di Enki e’ nella città di Eridu, fra le più antiche città mesopotamiche, non lontano dalla quale si pensava ci fosse l’isola dei beati.

Presso la sua casa si trova ‘l’albero di vita’. Questo dio trova, altresì, particolare interesse nel fatto di essere il custode dei ‘Me’, che formano uno dei miti più significativi e determinanti per la storia di questo popolo. Infatti sembra che questi ‘Me’ fossero delle vere e proprie ‘leggi eterne’ che fissavano e regolavano l’intero universo, loro caratteristica peculiare era anche la dinamicità che li rendeva vere e proprie ‘forze divine’.

A proposito della triade cosmica c’è ancora da dire che avevano fra le loro varie rappresentazioni simboliche anche una numerica disposta in modo che An fosse rappresentato dal numero sessanta, numero più alto del sistema sessagesimale, Enlil dal cinquanta ed infine Enki dal quaranta oppure da 2/3 in quanto quaranta è due terzi di sessanta il numero di An. La triade astrale era invece formata da Nanna, Samas e Inanna. Nanna, il cui nome sumero è Nannar, era il dio della Luna,esso era chiamato padre che genera oppure, forse in relazione alla levata della Luna, signore dall’uscita. Esso era venerato a Ur ed Harran. Nella prima, il suo tempio si chiamava E-kish-nugal o E-gish-shir-gal, nel senso di ‘casa della grande luce’ o ‘casa dell’oracolo dell’universo’ .

ziqurrat di UrNella seconda città il suo santuario era chiamato E-khul-khul, ovvero ‘casa di grande gioia’. Il secondo dio della triade astrale era Samas, che coincide col sumero Utu. Esso era dio del Sole, circonfuso da un’aureola di elevato carattere morale che lo accomuna con il dio del sole venerato da diversi popoli. Egli e’ considerato spesso nella veste di giudice. E’ dio della scienza mantica ed augurale. Anche per lui furono due i maggiori centri di culto:il primo fu a Larsa, di carattere sumero, il nome del suo santuario era E-Babbar, cioè ‘casa di Babbar’ o ‘casa dello splendore’; il secondo situato a Sippar,di carattere accado con identico nome. Perlomeno il suo nome, se non tutta la sua figura di dio penetrò anche in altri paesi, basti pensare che, nelle lettere di Tell el-‘Amarnah, Utu e’ il titolo del re di Egitto.

Ultima in lista, ma la più diffusa nei paesi del vicino oriente ed oltre e’ la dea Inanna, dea dell’amore e della guerra allo stesso tempo, oltre che dea della ferti1ita’. Il suo culto si fonde con quello delle dee simili di tutto l’Oriente antico perciò essa era venerata in tutte le città sotto diversi ‘toponimi’ e spesso si identificata con il pianeta Venere il che la accomuna anche con l’Iside egiziana.

Anche questa seconda triade, astra1e, era rappresentata dal sistema numerico nel seguente ordine: Nannar aveva numero trenta, Samas il venti ed infine I nanna il numero quindici .[3]

E’ molto difficile ricostruire così come era la religione sumera se si vogliono considerare solo le rappresentazioni plastiche degli dei. Purtroppo però anche questo modo di procedere deve esser preso in considerazione, in quanto visto il gran numero di anni che ci separano dal periodo in cui essa era fiorente, non siamo in grado di determinare se il concetto stesso di religione nelle sue varie sfaccettature, possa essersi mantenuto uguale col passare di tanto tempo e con l’evolversi di così disparate forme e filosofie religiose nel corso dei secoli. Per fortuna ci vengono in soccorso le migliaia di tavolette ritrovate negli scavi archeo10gici di quei posti in cui tale religione raggiunse il suo apice.

Un’altra complicazione ci viene dal fatto che la religione sumera non scomparve apoca1itticamente, come del resto lo stesso popolo sumero, ma subirono un processo di lenta trasformazione che li vide evolversi in quello che successivamente divenne il popolo e la religione assiro-babilonese.

Da quello che ci e’ consentito capire, analizzando i vari miti e le varie leggende sumere, pare che questo straordinario popolo avesse una concezione del divino molto progredita e tale da credere che essi stessi fossero l’unico popolo civile (ka1am), ben distinto dal resto dei popoli mesopotamici definiti da loro barbari (kur).

Questa concezione religiosa era accompagnata anche, dalla visione degli dei che essi avevano, e che non ritenevano distaccati nettamente da tutte quelle che sono le caratteristiche umane; seppur ad un livello superiore, gli dei sumeri erano anch’essi soggetti ad ire e gioie, esattamente come gli uomini, e credo che si possa tranquillamente affermare che questa concezione è simile, se non uguale, a quella che i greci avevano per i loro dei.

Notevole è anche il fatto che per i sumeri non esisteva un principio assoluto che incarnasse il Male, essi lo videro sempre come un inevitabile ed inconoscibi1e atto del destino, vicino alla visione escatologica che fu tipica del mondo ebraico per il quale il Male era un evento dovuto ad atti ostili che si erano compiuti verso Javhè, pertanto rientravano nel disegno divino; ma gli ebrei, diversamente dai sumeri, 1asciorono evo1vere la loro concezione sul male personificando, sotto forma di angeli decaduti dalla loro gerarchia, elementi maligni riuniti sotto un unico rappresentate, loro signore, Satana, suprema incarnazione del male.

D’altronde, notevole d’interesse, sembra anche essere che, per i sumeri, l’unica finalità della creazione dell’uomo, per mano divina, consisteva nel servire gli stessi dei, esattamente come l’acquisto di uno schiavo, presso i popoli antichi di tutti i paesi, avesse come unico scopo la servitù a vita per l’acquirente. Per sopperire ad una così scarna finalità della vita umana, i sumeri accettarono anche l’idea che, la vita non si riducesse a quella terrena, ma proseguisse sotto diverso aspetto dopo la morte.

Questa concezione che presuppone una filosofia di vita abbastanza evoluta, è confermata dal fatto che si e’ ritrovata la dea che aveva il dominio dei territori ‘infernali’, e per una teologia non completamente intesa dalla attuale ricerca sul popolo sumero, la dea Eres-ki-gal che domina sulla terra dei defunti è sorella della dea Inanna che, come abbiamo potuto vedere e’ la dea dell’amore, inteso come fertilità, e della guerra, quasi a confermare quella tesi che vede nel mondo sumerico il continuo evolversi e rappresentarsi della formula che lo caratterizza e cioè tesi-antitesi-sintesi, in cui tesi ed antitesi sono la vita e la morte e la loro sintesi è rappresentata dalla guerra.

E’ bene comunque ricordare che la religione non e’ il solo campo che ha visto grandi i Sumeri, infatti vi sono numerosi campi del sapere ed anche mestieri, che hanno avuto la loro origine da questo popolo.

Incominciando con l’astronomia, anche se e’ più esatto parlare di astrologia, ma che ovviamente comprendeva vaste conoscenze di quella scienza che oggi noi chiamiamo Astronomia.

Inoltre, si deve forse anche a loro un inizio delle idee di agricoltura e pastorizia, oltre che un primitivo sfruttamento del petrolio, usato inizialmente al posto del bitume, ma che sicuramente dava problemi di infiammabilità .

Non dimenticando inoltre di citare il formidabile calendario che portava una suddivisione in dodici mesi, ma era strettamente legato alla tradizione religiosa che consacrava ogni mese e quasi ogni giorno all’adempimento di un dovere verso uno specifico dio.

Fra l’altro bisogna dire che i sumeri sono forse stati fra i primi popoli del Vicino oriente che hanno legato la sorte dello stato al rapporto con gli dei. Infatti ogni avvenimento positivo o negativo era interpretato sempre come volere degli dei protettori, pertanto le calamità nazionali erano interpretate come punizioni che gli dei infliggevano agli uomini a causa di omissioni sacrificali durante le cerimonie o di mancanze commesse sempre contro gli dei da parte del detentore del potere, ovvero il re, che spesso era ritenuto di stirpe semi-divina.

Credo opportuno concludere questo breve riassunto del mondo sumerico e della sua religione ricordando che i temi qui affrontati sono stati sintetizzati al massimo per lasciare spazio ai temi che rappresentano il vero scopo della ricerca posta in essere nel presente libro, e che i capitoli successivi chiariranno guidando il lettore, attraverso capitoli di ricerca, verso la verità cui le prove ci conducono su quelle che erano le credenze religiose che hanno contribuito alla formazione della religione d’Israele.


[1] Helmut Uhlig, I Sumeri, Garzanti, Milano 1979

[2] Pietro Mander, La città-tempio ed i viaggi degli dei sumerici IN: Abstracta, rivista mensile, Stile Regina Editrice – Roma, n.30 Ottobre 1988

[3] Giuseppe Furlani, La religione Babilonese–Assira – vol. I, Nicola Zanichelli, Bologna 1928

Appendice alla Cronologia

TAVOLA CRONOLOGICA MESOPOTAMICA

Annunci