Solo, nelle tue tenebrose mani, o notte
non più rumori martellano le mie
stanche tempie
solo in te, odo il frusciar della
mia linfa vitale nelle tormentate
orecchie
Lontano da te la mortale confusione
degli animi grezzi
Con te la viva gioia degli
animi in pena
Passeggio fra le vorticose gole
della profondità del mio Io
attendo la luce che illuminerà
il mio notturno cammino
per i lidi solitari dei miei pensieri
Tu sola, o notte, luce della mia vita !
Il vagabondar nella tua oscurità
illumina il buio dell’accecante
giorno
In te io vivo, fuori di te, ogni giorno
io muoio
Come una fenice, bruciata dal
sole, ed ogni sera rinasco dalle mie ceneri
non appena l’ultimo raggio purpureo
si spegne dietro l’ombra di gigantesche capanne.

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