Mi fa molto piacere accingermi a scrivere questo nuovo post, perché oltre ad annunciare una novità editoriale, che sembra l’ennesimo segnale di un nuovo interesse per l’autore in questione, posso anche fornire una serie di informazioni aggiuntive per il futuro. La novità editoriale di cui annuncio la ripubblicazione, avvenuta nel mese di Aprile del 2011 è l’uscita del volume di Teilhard de Chardin intitolato ‘Il posto dell’uomo nella natura’ 

(http://www.jacabook.it/ricerca/schedalibro.asp?idlibro=3606 ) per i tipi di jacabook, nella collana denominata ‘BIBLIOTECA PERMANENTE Jaca’. Questa opera di Teilhard de Chardin, fu terminata nel 1949 anche se pubblicata, come tutte le altre principali opere dell’autore, postuma nel 1956 (Editions Albin Michel, Paris) .

 Essa rappresenta la naturale continuazione/sintesi della sua opera principale sull’argomento, ovvero ‘Il fenomeno umano’, ed alla parte principale che comprende l’argomento paleontologico (infatti il sottotitolo dell’opera è ‘il gruppo zoologico umano’) si aggiunge una parte finale che è più squisitamente filosofica (R. Gibellini – Teilhaìrd de Chardin l’opera e le interpretazioni – Brescia 2005) . Anche in quest’opera come del resto ne ‘Il fenomeno umano’ Teilhard ci avverte, in una nota datata Parigi, 10 Gennaio 1950, prima che cominciamo la lettura, che ‘Le pagine che seguono, come indica il titolo stesso, non pretendono assolutamente di fornire una definizione esauriente dell’Uomo. Cercano, invece, molto semplicemente, di definire le sue apparenze fenomeniche, …‘. Quindi in questo segue l’indirizzo che già ci aveva annunciato quando nell’avvertenza datata Parigi, marzo 1947, al suo ‘Il fenomeno umano’ ci dice che il testo và letto ‘… esclusivamente come una memoria scientifica.’ , e ce ne confermava l’indicazione già a partire dal titolo, ma avvertendoci che riguardava ‘Solo il fenomeno. Ma anche tutto il fenomeno.’ .

Dicevo all’inizio di questo post che potevo fornire ulteriori informazioni rispetto a quanto disponibile su questa novità editoriale, e questo grazie alla cortese disponibilità della signora Paola Adorno, direttore commerciale della casa editrice Jacabook (http://www.jacabook.it/index.htm) . Iniziamo col dire che di questo volume, uscito il mese scorso nelle librerie, ha curato la traduzione dal francese Annamaria Tassone Bernardi, presidente dell’ Associazione Italiana Teilhard de Chardin  (http://www.teilhard.it/), e già autrice e traduttrice di testi teilhardiani. Le notizie più succose sono che la Jacabook ha in programma una serie di ripubblicazioni delle opere di Teilhard de Chardin che sono ‘L’avvenire dell’uomo’ previsto per ottobre di questo anno, e per il 2012 avremo ‘La visione del passato’ e due estratti da opere teilhardiane, ‘Le caratteristiche della specie umana’ (estratto da ‘L’apparition de l’homme’) e ‘L’uomo, l’universo e il Cristo’ (estratto da ‘Ecrits du temps de la guerre’, anche se di quest’ultimo non riesco a capirne bene il testo originale a cui si riferisce il titolo dell’estratto). Ma le novità non finiscono qui, in quanto la signora Adorno mi ha informato che sono in ripubblicazione anche due opere di Henry de Lubac ovvero ‘Blondel e Teilhard’ e ‘Teilhard, missionario e apologeta’ . Per concludere posso solo dire che, il fuoco teilhardiano, che covava sotto la cenere del tempo, sta pian piano prendendo vigore dopo i timidi tentativi di pubblicazioni della casa editrice Queriniana con la ripubblicazione de ‘L’ambiente Divino’ (1994), ‘Il Fenomeno Umano’ (1995), ‘La mia fede’ (1993) ed altri, e dopo i volumi apparsi dall’editore Gabrielli ovvero ‘La scienza di fronte a Cristo’ (2002) e ‘Verso la convergenza – l’attivazione dell’energia nell’ umanità’ (2004). Possiamo ora ben sperare che con l’iniziativa della casa editrice Jacabook, alla quale va dato tutto il merito di aver fatto una scelta editoriale che si smarca dalle solite pubblicazioni che il panorama editoriale italiano offre, possiamo dicevo ben sperare che riprenda vigore la ristampa dell’intera opera teilhardiana, che ha ancora molto da dare al pensiero moderno, nonostante l’ostracismo di cui è stato vittima in vita così come dopo la sua morte, e del quale non è possibile imputare, come qualcuno pensa, al solo monitum del 1962 l’intera colpa, che seppur poteva rappresentare un ostacolo negli anni immediatamente successivi, non ne può giustificare il perdurare sino alle soglie del nuovo millennio !

Annunci