Ritengo opportuno sottolineare, per me stesso, e per quanti vogliano accostarsi al pensiero di questo autore, l’importanza che ha la corretta conoscenza della situazione in cui si sviluppa il suo pensiero, e parlando di sviluppo è doveroso evidenziare che il pensiero di questo autore ha un percorso in cui subisce delle fasi evolutive nel tempo in cui l’autore visse, quindi non considerarlo un pensiero nato già così come è presentato nel suo “il fenomeno umano”, che a mio parere rappresenta una delle ultime tappe a cui giunge il suo pensiero. L’autore stesso scriveva prima di tutto per sé, escluso qualche piccolo saggio di cui ambiva la pubblicazione, e faceva dattilografare i suoi lavori per farli conoscere ai suoi amici e familiari. Già da lungo tempo l’autore, sapeva che i suoi lavori avevano ricevuto la condanna della “impubblicabilità”, ma riteneva utile per la sua stessa anima lo sviluppo del suo pensiero attraverso la sua penna. Proprio per questa situazione la maggior parte dei suoi scritti venne pubblicata postuma, e quindi l’autore non ha avuto la possibilità di replicare alle possibili interpretazioni non corrette del suo pensiero. Fortunatamente un primo tentativo di chiarire i malintesi che si svilupparono intorno alle sue opere fu portato avanti dal Padre Henri de Lubac SJ, il quale nel 1961 fu invitato dalla stessa Compagnia di Gesù a scrivere un libro che chiarisse il pensiero sviluppato nelle opere di Teilhard de Chardin, onde cercare di mettere fine alla querelle che soprattutto in Francia si era montata per la prima diffusione dei libri del nostro autore. Così fu dato alle stampe nel 1962 la prima edizione del libro intitolato “Le pensée religieuse du Père Teilhard de Chardin“ (Aubier – 1962) .

Ritengo pertanto fondamentale che qualunque approccio al nostro autore parta dalla conoscenza di questo testo del de Lubac, che ha scritto in piena libertà di pensiero ed opinione, senza obblighi né restrizioni solo con la preghiera di terminare il prima possibile il suo libro, come lo stesso autore dice “Devo precisare che nessun’altra consegna mi fu data se non quella di scrivere. Ideai l’opera a mio piacere. Non mi furono fatte pressioni perché segnalassi questo o tralasciassi quello. (Memoria intorno alle mie opere – Henri de Lubac –  Jaca Book 1992).

E’ inutile precisare che anche questo libro fu oggetto delle attenzioni del Sant’Ufficio che tentò di metterlo all’Indice, ma sembra che lo stesso Papa Giovanni XXIII si oppose a tale sanzione. Di qui la storia è nota, ovvero ci fu la pubblicazione del famoso Monitum in cui, a mio parere, la frase “dai pericoli delle opere di P. Theilard de Chardin e dei suoi discepoli.” suona come un avvertimento proprio al de Lubac.

Annunci