Ritengo doveroso parlando del pensiero di questo autore chiarire quello che ritengo essere un punto essenziale per l’interpretazione che io faccio del pensiero di Teilhard de Chardin, ovvero che è essenziale per comprenderlo non separare, come molti hanno fatto l’uomo Teilard, sacerdote gesuita, dal suo pensiero. Perché questa precisazione ? Semplicemente perché spulciando su vari siti online dedicati a Teilard de Chardin ho trovato attribuito al suo pensiero ogni significato possibile ed immaginabile. A leggere sulla rete sembra sia stato il precursore del concetto di biosfera il precursore del movimento ecologico e persino il teorizzatore della stessa rete globale (leggi internet). Certo le chiavi di lettura che sono su questi siti hanno ognuna la giustificazione necessaria, ma quello che ho rilevato è che se si separa l’uomo nel suo vissuto dal suo pensiero gli si può far dire qualunque cosa, anche quello che non gli è mai passato per la mente !

Il problema di cui sto parlando è sicuramente un problema ermeneutico, ma che fonda in maniera essenziale la filosofia dell’uomo Teilhard de Chardin, del gesuita Teilhard de Chardin per la corretta interpretazione (se ciò è possibile) del pensiero di Teilhard de Chardin. 

E’ quantomeno essenziale ritenere che per ben comprendere un autore, oltre che ai suoi scritti si associ la lettura di documenti del vissuto dell’autore, e di Teilhard de Chardin vi sono copiosi scritti che possono aiutare in tal senso. Mi riferisco soprattutto alle sue lettere alla cugina Marguerite (Genesi di un pensiero – Lettere dal fronte (1914-1919) Ed. Feltrinelli 1966) che sono state anche spesso male interpretate a causa di un timore eccessivo di ciò che appare come un eresia dei dogmi fondamentali del cattolicesimo,  ed invece vanno integrate con epistolari successivi ( Lettere di Viaggio (1923-1939) (1939-1955) Ed. Feltrinelli 1962).

Il pensiero di Teilhard si forma sì nell’uomo scienziato, ma anche nell’uomo sacerdote, preoccupato ogni giorno di dir messa, estasiato dalla bellezza del creato di e da Dio, lo stesso Dio dei Cristiani, e sono convito lo stesso Dio della visione Cattolica dei Cristiani.

Credo sia stato proprio questo strabismo ermeneutico la fonte di tutti i guai di Teilard nei suoi rapporti con la Chiesa Cattolica, a cui apparteneva come devotissimo Compagno di Gesù, e che lo mettono in relazione, certo alquanto straodinaria con Galileo Galilei, vittima del medesimo strabismo ermeneutico.

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