Elia ! Elia ! L’hanno trovata, era lì dove dicevi, avevi ragione tu, avevi ragione tu ! Esordì entrando il mio fidato amico Paolo, che aveva seguito ogni attimo degli scavi sottomarini intrapresi per quella ricerca che era divenuta sempre più una sfida col passato. Mi affrettai verso la porta ed andai immediatamente nella sala operativa, dove, la mia attenzione ricadde immediatamente sul grande schermo centrale; in primo piano una struttura muraria che sembrava far parte di un modesto edificio di una decina di piani, completamente ricoperto di fori di diverse grandezze, sicuramente dovuti ad una intensa azione bellica. Era tutto vero, le cronache del tempo avevano riportato fedelmente l’orrore di quei giorni. Ma come poteva essere, come l’uomo poteva essere stato così malvagio con sé stesso. Non riuscivo a capire come in così pochi anni ci fosse stata una differenza tanto enorme di animo nell’ essere umano. Erano passati solo pochi anni da quel momento in cui, quell’immane inondazione aveva reso quelle zone solo una serie interminabile di laghi, grandi e piccoli. Certo, quell’errore di calcolo nell’ analisi del Buco dell’ ozono, aveva fatto i suoi danni, ma erano veri danni, o quell’apparente disastro era la causa di un così celere cambiamento? Non riuscivo a risolvere il dilemma, per fortuna ai nostri giorni l’uomo aveva raggiunto la serenità e l’armonia della vita creando un mondo in cui le differenze culturali non avevano nessuna ripercussione sulla vita sociale, eravamo un solo popolo che abitava l’intero pianeta, non ci divideva più il denaro, era inutile ormai; quando fu abolito, nel 2034, caddero insieme a lui la politica e la violenza, erano inutili in un mondo in cui ognuno partecipava con entusiasmo alla costruzione della felicità altrui. Il sistema era stato, certamente, imitato da un sistema economico precedente, ma avere come merce di scambio il Tempo anziché  il denaro, era stata la più grande scoperta dell’ uomo dopo il fuoco. Era incredibile come fosse così semplice divenire ricchi accumulando semplicemente minuti ed ore, col partecipare alla costruzione della felicità degli altri, quindi costruire la propria con quelle stesse ore e minuti che gli altri dedicavano a te per aumentare la loro ricchezza, di tempo. Nessuno avrebbe voluto tornare indietro, eppure quel ritrovamento fortuito sotto quel lago della latitudine 44 gradi, longitudine 18 gradi, dove ero certo avremmo ritrovato quella città dimenticata dagli uomini, dimentica forse perché, fra le altre cose, rappresentava la vergogna di un mondo, fortunatamente scomparso, in cui il denaro era il carburante che muoveva la macchina politica su una strada sempre più impervia e stupida. Mentre questi pensieri mi affollavano la mente, il mio corpo fu attraversato da un brivido quando, sul grande schermo apparve un muro semidiroccato che portava ancora qualche carattere eroso e sbiadito di quella scritta che un tempo rappresentò la vergogna degli uomini: S.raj..o . Quella notte però,la mia apparente tranquillità della mattina fu turbata dagli incubi del passato, di quel passato di violenza ed odio, di guerre e povertà, tanto rimasi turbato che ebbi un sussulto durante il sonno, mi ritrovai seduto sul letto con il sudore che imperlava la mia fronte ed il terrore mi assalì quando posi la mano sull’ interruttore della luce, avevo paura di riemergere da quella oscurità non riuscivo più a capire se ero Elia il ricercatore della città scomparsa nel cataclisma dello anno 1999 o ero solo un cittadino del passato che aveva fatto uno splendido sogno su un futuro desiderato. Il silenzio ed il buio si fecero opprimenti, la paura crebbe a dismisura e senza accenderlo, tolsi la mano da quell’interruttore e mi addormentai sognando di essere un Uomo.

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