Passeggio per strada, oggi è sabato la città è ancora sonnecchiante nonostante siano passate le otto, poco traffico, poca gente per strada, l’aria è frizzante, ma il sole promette una splendida giornata in questo piovoso Maggio. Anche il mio passo è lento, nessuna fretta di arrivare, sono uscito da casa con sufficiente anticipo per potermi godere una passeggiata verso l’ufficio. Il mio cammino si svolge attraverso i percorsi consentiti ai pedoni, sul marciapiede, sulle strisce pedonali e qualche volta mi ritrovo invece sulla carreggiata, ostacolato da qualche auto parcheggiata in maniera decisamente distratta, o per bidoni della spazzatura che ostacolano qualche attraversamento pedonale. Così mi ritrovo nella mezz’ora di passeggiata a pensare a quello che sto facendo, in effetti nulla di anomalo né straordinario, sto solo seguendo dei percorsi che qualcun altro ha pensato per permettere, a chi come me ha deciso di passeggiare, di non essere troppo impegnato a preoccuparsi di non essere investito. Ma mentre questi pensieri attraversano la mia mente, i miei occhi osservano altri compagni di strada che forse non stanno condividendo le mie stesse idee, né godendo della sonnacchiosa giornata, vanno frettolosi chi lungo la carreggiata, chi attraversando obliquamente l’incrocio, comunque quasi tutti con passo accelerato rispetto al mio. E così i miei pensieri incominciano a farsi più pressanti, mi spingono a guardare l’anomalia della situazione, qualcuno ha predisposto dei percorsi, forse sbagliando, forse no, il dispiegamento delle zone pedonali, è forse una spiegazione al fatto che se avesse allargato il marciapiedi di un altro metro e mezzo, forse la signorina starebbe ora camminando sul marciapiede anziché sulla carreggiata; se forse qualcuno avesse predisposto le strisce pedonali in maniera obliqua al centro dell’incrocio, anziché in maniera ortogonale al marciapiede, il signore di mezza età forse ora starebbe attraversando sulle strisce. E mentre questi ragionamenti si rincorrono ordinati nella mia mente, vedo un ragazzo attraversare con passo lento sulle strisce pedonali, ecco forse qualcuno la pensa come me, ma non faccio a tempo a pensarlo che mi rendo conto che il semaforo segna rosso dal lato pedonale, ed allora cosa posso pensare, forse posso permettermi di dire che ancora una volta chi ha predisposto quelle strisce pedonali e le ha accompagnate da un semaforo poteva certamente allungare di una trentina di secondi il tempo di durata del verde pedonale, così anche quel ragazzo avrebbe fatto in tempo ad attraversare con il verde.

Bèh sì devo proprio ammetterlo, forse qualcosa non quadra nei miei pensieri, forse sarebbe bastato che il signore che ha parcheggiato la sua auto, molto più pulita e lucida della mia devo ammetterlo, avesse cercato un posto con più attenzione, meglio se destinato al parcheggio di auto, e forse sarebbe bastato che quando gli operatori dell’azienda d’ igiene urbana hanno provveduto a sistemare i bidoni colorati sul ciglio della carreggiata fossero stati attenti a non depositarli proprio sulle strisce pedonali dove il malcapitato che attraversa dalla parte opposta si ritrova l’accesso al marciapiede bloccato dai bidoni, ben serrati fra loro a costituire quasi una “falange macedone” e non riesce facilmente a trovare un varco di accesso perché spesso le auto seppur parcheggiate correttamente nell’area a loro riservata, sono così vicine fra loro e con i bidoni, che la falange diviene una muraglia; forse sarebbe bastato che la signorina avesse prestato attenzione al fatto che il marciapiede finiva giusto alla sua sinistra e che camminandoci sopra non sarebbe cambiato nulla per lei e forse neanche per le auto, gli unici che se ne sarebbero accorti sarebbero stati i guidatori un po’ maldestri che avrebbero avuto un motivo in meno di stress avendo la carreggiata libera da pedoni; forse sarebbe bastato che il signore di mezza età avesse seguito il percorso ad elle che gli avrebbe permesso di arrivare nello stesso punto dove, incrociando aveva concluso il suo attraversamento, ma forse mi sbaglio, e quel signore di mezza età è un docente di matematica, e sa benissimo che in un triangolo la somma dei cateti è sempre maggiore dell’ipotenusa, pertanto ha solo seguito il percorso più breve, e di questo il progettista della strada doveva sicuramente esserne all’oscuro; e forse sarebbe bastato che quel ragazzo che ha attraversato con il semaforo pedonale rosso avesse aspettato trenta secondi in più, non credo sarebbe accaduto nella sua vita l’inevitabile per trenta secondi, certo poteva avere una maledettissima fretta, ma se era in ritardo, non sarebbero stati quei trenta secondi a fare la differenza, se non lo era idem !

Bèh devo proprio ammetterlo, siamo alquanto insensibili alle regole di comportamento sociale, almeno per strada….. lo sto ancora pensando quando mi ritrovo ad attraversare sulle strisce di una strada con uno scorrimento un po’ più veloce delle altre, e devo affrettarmi a giungere sul marciapiede, sono costretto a fare quasi un balzo, perché le due auto che sopraggiungono parallelamente fra loro a velocità sostenuta non sembrano avere intenzione di rallentare, ed essendo decisamente più pesanti e resistenti all’urto di me è meglio che sia io a correre, credo che nell’impatto potrei avere la peggio ! A questo punto il mio pensiero si concentra sui guidatori delle auto, forse entrambi non mi hanno visto, sicuramente è stato un caso, uno poteva essere impegnato al cellulare in una conversazione, magari anche di “vitale importanza”, l’altro stava magari accendendosi una sigaretta ed aveva ambedue le mani impegnate a reggere l’accendino e gli occhi fissi sulla fiamma, effettivamente poteva “rischiare di bruciarsi”.

Devo proprio ammetterlo non credo proprio che in tutto quello che rovisto ci sia mai stata una volontà nel comportamento che tutte queste persone hanno seguito, è solo che ognuno a modo suo era distratto o troppo concentrato su qualcos’altro di più importante !

Ed allora quale è il problema ?

Nessun problema il nostro comportamento sociale non è eticamente scorretto, perché per essere etico un comportamento è necessario che vi sia una intenzionalità consapevole di chi compie un’azione, Pietro Abelardo docet (!), quindi non è nell’etica delle intenzioni che possiamo classificare questi comportamenti, ma in un’abitudine inconscia, dovuta ad uno stile di vita che ci costringe ad aver fretta ed agire anche prima di pensare…..già pensare, ma guarda un po’ oggi con che testa mi sono svegliato sto pensando un po’ troppo…..sarà colpa del fatto che me la sto prendendo un po’ comoda ad andare in ufficio !

Però la mente non ne vuole sapere di smettere di pensare, e così continua a dispetto della mia volontà a produrre pensieri che mi iniziano a suggerire che TUTTO funzionerebbe come un orologio meccanico se TUTTI seguissero le regole che NOI ci siamo dati. Già sembrerebbe tutto risolto eppure un pensiero mi si mette di traverso, ….e se avessero ragione loro, …..se chi ha parcheggiato la macchina, ….se chi ha posizionato i bidoni della spazzatura,….se la signorina che camminava sulla carreggiata, .…se il signore di mezza età che attraversava obliquamente l’incrocio, ….se il ragazzo che passava col semaforo pedonale rosso,  se tutti LORO fossero nel giusto ed erano invece quelle regole, quelle norme di comportamento sociale ad essere sbagliate ?

Certo è una possibilità che a rigor di logica non posso escludere, che si fa ora ? Come la mettiamo ? Attimo di panico….la mia mente è sotto scacco di sé stessa….ed il bello che nel punto in cui si trova è già compromessa la possibilità di arroccare ! Tutto sembra finito, a questo punto bisognerebbe valutare caso per caso ed analizzare se è sbagliata la regola o norma che di si voglia, o il comportamento di ognuno di loro ? Nel buio di questi dubbi, affiora una luce lontana, fioca all’inizio, ma che istante dopo istante, e passo dopo passo che mi sta portando in ufficio, diviene sempre più brillante, sino ad illuminare completamente la mia mente e diradare le tenebre di quegli ultimi fastidiosi pensieri. Sarà il lato della strada che sto percorrendo, obliquamente illuminato dal sole, sarà che nella mia mente si affretta l’idea che sono quasi giunto in ufficio, ed il tempo per risolvere la questione è quasi terminato, comunque sia, quella debole lucina lontana che affiorava nella mia mente è ora diventata un sole splendente, ed era il momento è quasi mezz’ora che cammino,  la luce nella mia mente ormai sembra gridarmi a squarciagola la soluzione al mio dubbio e nelle mie orecchie ne arriva quasi la voce “LE REGOLE POSSONO ESSERE CONTESTATE, MA VANNO COMUNQUE RISPETTATE FINO A QUANDO NON SARANNO ABROGATE !”

Ed allora tutte le volte che non le rispettiamo ? Bèh forse una soluzione c’è, dovremmo prestare più attenzione a quello che facciamo, la fretta, come dice un noto proverbio, è una cattiva consigliera, quindi posso giustificare momentaneamente sia i miei comportamenti scorretti che quelli degli altri, purchè ci sia da parte di tutti noi l’impegno nel migliorare la nostra vita con una più sana tranquillità ed un più attento rispetto delle regole perché l’ ETICA DELLE INTENZIONI si trasformi nel più breve tempo possibile nell’ ETICA DELL’ATTENZIONE ….. accidenti sono arrivato in ufficio, mi sa proprio che la mia mente adesso dovrà prestare attenzione ad altro… la passeggiata è terminata !

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