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In your eyes,
I’ve breathe
In your eyes,
I’ve life
In your eyes,
I loved
In your eyes,
I’ve seen the freedom
For your freedom I’ve lost you.


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Voglio credere
in un universo perfetto,
in un mondo giusto .
Voglio credere
nella vita, dopo la morte ;
che la nascita è solo
un cambiamento di stato .
Voglio credere
nell’ Amore, che governa il mondo .
Ma perché devo vivere ?!


 

the-pilgrimTi guardo,
ma non ti vedo
Ti ascolto,
e non ti sento
Ti cerco,
mai ti trovo.
Nasco,
e sono morto,
muoio………Sarò Vivo !


‘Silence’ un titolo che già anticipa il contenuto del nuovo film di Martin Scorsese, tratto dal romanzo ‘Chinmoku’ (Silenzio), scritto nel 1966 dell’ autore giapponese Shūsaku Endō. Il romanzo è ambientato nel Giappone del XVII secolo, epoca in cui lo Shogun era l’autorità politica più importante e gestiva il territorio attraverso i daimyō, una sorta di governatori locali. La società era fortemente gerarchizzata, i gruppi si distinguevano fra samurai, nella posizione più alta della scala gerarchica, poi contadini, artigiani e mercanti.
Nel 1614 fu vietata la professione della fede cattolica con un decreto di espulsione di tutti i missionari dal Giappone. Dal 1638 fu attuata una politica di isolamento totale, unica religione ammessa fu il buddhismo. Questo a seguito della rivolta di Shimabara, scoppiata nel 1637, che vide i cristiani giapponesi, per la maggior parte appartenenti alla classe contadina, ribellarsi allo shogun, il quale aveva attuato forti repressioni religiose nei confronti dei cristiani. La rivolta si concluse nel sangue dopo un lungo assedio contro i ribelli nel castello di Hara, dove i ribelli asserragliati furono definitivamente sconfitti. La persecuzione anticristiana si fece ancora più aspra sino al 1850, anno in cui ebbe termine.scorsese
Ma veniamo al film, la trama prende le mosse dal colloquio di tre padri gesuiti, esterrefatti dalla notizia giunta loro dell’apostasia del padre gesuita Cristóvão Ferreira, che in precedenza era stato padre spirituale di due dei tre gesuiti, Sebastião Rodrigues e Francisco Garrpe che sono increduli di tale notizia. Decidono quindi di andare a cercare padre Ferreira per verificare la situazione.
Non abbiamo intenzione di svelare l’intera trama del film, in questa nostra riflessione ci basterà dire l’essenziale, ovvero quali temi, a (altro…)


michelangelo-sistina-adamo

 

E la mia ragione pone domande alla fede
cui la mia ignoranza non sa rispondere.
E vivo all’ombra della Veritá
velato dalla nebbia dei giorni che trascorrono


«Credete allora (e questa parola compendia tutte le altre) allo spirito tra voi. Siete offerti l’uno all’altro come uno spazio indefinito di comprensione, di arricchimento, di sensibilizzazione reciproca. Dunque v’incontrerete soprattutto in una penetrazione e in uno scambio costante di pensieri, affetti, sogni, preghiera. Come ben sapete, solo lì, nello spirito perseguito attraverso la carne, non esistono né sazietà né delusioni né limiti. E, per il vostro amore, solo lì troverete l’aria aperta, il grande sbocco[1]

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E’ con queste parole di Teilhard de Chardin  che voglio qui presentare un libro Il Cuore Comune, che mi ha colpito per l’originalità dell’angolazione con cui affronta un tema, il matrimonio, quale origine della famiglia, con cui l’autore cerca di dare risposte che «vanno nella direzione di svelare nuovamente, con ciò recuperandola, la capacità che la famiglia ed il matrimonio hanno di rendere felice l’uomo»[2].

Ecco un’ anteprima-del-libro-il-cuore-comune  che è presente sul sito delle Edizioni Studio Domenicano qui: http://www.edizionistudiodomenicano.it/Libro.php?id=901

Buona lettura

 

[1] Pierre Teilhard de Chardin, In occasione del Matrimonio di Odette Bacot e di Jean Teilhard d’Eyry, 14 Giugno 1928 presente in: Pierre Teilhard de Chardin, SULLA FELICITA’, Queriniana, Brescia, 20045, p.55

[2] Cosimo Luigi Russo, IL CUORE COMUNE – Omaggio alla vita matrimoniale, ESD, Bologna, 2012, p.11